AMD FX: il ritorno in pista con Bulldozer!

06:00 - 12 ottobre 2011 a cura di Daniele Natale | Processori

"Oggi vengono presentati i nuovi processori della famiglia Bulldozer, in cui la casa californiana ha riposto gran parte delle proprie aspettative per dire di nuovo la sua nella fascia al top del segmento desktop. "

Introduzione

12 Ottobre 2011: un giorno come tanti per la maggior parte delle persone, ma non per Advances Micro Devices, l'azienda di Sunnyvale fondata nel 1969 e conosciuta ai più come AMD.

Oggi vengono infatti presentati i nuovi processori della famiglia Bulldozer, in cui la casa californiana ha riposto gran parte delle proprie aspettative per dire di nuovo la sua nella fascia al top del segmento Desktop che, anche se caratterizzata da una non altissima percentuale di vendite, porta con sè una forte potenza mediatica, capace di condizionare gli acquisti anche degli altri segmenti e generi di mercato.

AMD fa subito intendere che in questa occasione è pronta a giocare tutte le sue carte, rispolverando il glorioso brand FX, simbolo dell'eccellenza e della supremazia conquistata in passato e poi mai più usato dal momento che la vetta iniziò a farsi sempre più distante.

 AMD FX logo

 

Una simpatica analogia lega questo giorno ai gloriosi fasti del passato: quelli erano i tempi dei primi processori con architettura dual core, una rivoluzione concettuale rispetto alla filosofia portata avanti in precedenza con la sola corsa ai Mhz. Oggi, proprio come allora, assistiamo all'arrivo di CPU che estendono e ribbadiscono questo concetto, portando il massimo numero di core che lavorano in parallelo nello stesso chip addirittura ad 8; un record per una CPU Desktop.

Effettivamente sulle spalle dei nuovi AMD FX grava un compito non semplice: negli ultimi anni Intel ha guadagnato un vantaggio non indifferente sia dal punto di vista tecnologico, con l'introduzioni di features quali Hyper-threading e Turbo Boost, sia dal punto di vista costruttivo con miniaturizzazioni nell'ordine dei 32nm. In tutto ciò AMD ha sicuramente patito i problemi e ritardi che si trascina dietro dall'introduzione dei primi Phenom su processo produttuvo a 65nm e che han condizionato il successo anche degli ottimi ma un pò tardivi Phenom II che gli son succeduti.

Oggi quindi, AMD cerca di recuperare in un sol colpo tutto il ritardo accumulato e porsi a diretto confronto anche dal punto di vista puramente prestazionale con le migliori soluzioni della concorrenza. Il rischio di tentare un passo troppo lungo è sicuramente forte, ma il team AMD raccolto sotto lo scarlatto stendardo FX è pronto a suonare la carica e dar battaglia.


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