Alienware Alpha Console PC: Recensione

Videogiochi - Pubblicato il da Antonio Popone

Vi presentiamo uno dei prodotti più interessanti di inizio 2015, scopriamo insieme la Alienware Alpha Console PC dotata di sistema operativo ibrido Steam OS - Windows 8.1. 

Alienware Alpha: Recensione.

Per molto tempo abbiamo sentito parlare di Steam OS, poiché una versione con porting Windows è già di fatto presente installando Steam su Windows. Il dispositivo Alienware Alpha di Dell rappresenta sostanzialmente uno dei primi esempi tangibili di cosa vuole realizzare Valve, e lo dimostra attraverso Steam Big Picture, un'alternativa creata per supportare tutti quei giochi non compatibili con Linux, e designata ad hoc per funzionare “quasi” come un vero e proprio sistema operativo indipendente, in grado di rendere al meglio le caratteristiche hardware, eliminando una significativa percentuale di processi e attività di sistema che limitano la potenza hardware durante il game sui normali PC.


Prima di toccare con mano le potenzialità della console-pc Alienware Alpha ci siamo chiesti cosa potesse offrire un pc mini-itx supportato da un i3, 4GB di memoria RAM ed una GPU derivata da una Nvidia GTX 860M. Non abbiamo nutrito grandi dubbi sulle potenzialità del prodotto, ma non ci saremmo nemmeno aspettati un risultato di altissimo livello. 

Ad un primo impatto visivo il prodotto si presenta come un sistema mini-itx dalle linee semplici e compatte, con una scocca superiore caratterizzata da un design minimal-futuristico. Il prodotto presenta poi dettagli che danno un tocco di stile, come ad esempio il tasto di accensione che riprende il logo Alienware presentando degli occhi che si illuminano una volta che il sistema è operativo. Contemporaneamente anche l'angolo sinistro mozzato di questo Alpha presenta un sistema di illuminazione simile che si attiva all'accensione.

Altro dettaglio poco apprezzabile è l’anello in led intorno al connettore dell’alimentazione, che risulta essere esterna per ovvie ragioni di spazio e di temperatura. Il resto della scocca presenta una finitura lucida sui lati corti e satinata nelle facce più grandi.

Nonostante le dimensioni ridotte la Alienware Alpha presenta 2 porte USB posteriori e 3 anteriori, un connettore per l’audio digitale SPDIF, il connettore Ethernet, un connettore HDMI in entrata e uno in uscita. Vi starete chiedendo a cosa possa servire una porta HDMI in entrata: quest’ultima consente di by-passare la connessione HDMI di un altro dispositivo verso l’output visivo, evitando così di dover connettere ed utilizzare più entrate HDMI del vostro monitor o televisore.


All’accensione della console diviene subito chiaro che Steam Big Picture non è un sistema completamente indipendente da Windows. Tuttavia come vedremo più avanti l’utilizzo dell’ambiente Steam Big Picture si fa sentire positivamente sulle prestazioni generali durante il game. Il sistema è totalmente fruibile tramite un joypad, in questo caso è presente già nella confezione un controller Xbox wireless versione per PC ed ovviamente un ricevitore da connettere all’Alienware Alpha.

Il menù principale consente la connessione ad un account Steam, un menù opzioni per personalizzare impostazioni quali risoluzione video, audio, e connessione internet. Chiudono una zona help-guida e il menù di spegnimento che consente di spegnere, riavviare, o switchare la nostra Alienware Alpha in modalità Windows 8.1. Lo switch in questione consente di avviare una versione di Windows 8.1 Pro 64bit a tutti gli effetti, naturalmente per utilizzare quest’ultima sarà necessario munirsi di un mouse e di una tastiera.


Una volta avuto l’accesso all’account Steam abbiamo proceduto con il download di alcuni game presenti sulla nostra libreria. Il processo come ci aspettavamo si è rivelato molto veloce senza intoppi. Quello di cui non abbiamo ancora accennato nulla è che il monitor a nostra disposizione per i test è il nuovo 288P6 della Philips in grado di supportare risoluzioni sino a 4K. Abbiamo così proceduto a fare qualche esperimento a risoluzioni anche superiori al Full-HD. Per fare ciò abbiamo avviato l’ultimo arrivato da casa Crytek: Ryse: Son of  Rome, inizialmente in modalità Full-HD successivamente in modalità 1440p e poi 2160p (4K).

Con sorpresa scopriamo un Ryse: Son of  Rome estremamente fluido con settaggi molto alti eccetto l’antialiasing di medio livello. Passiamo così alla modalità 1440p e la nostra sorpresa si fa ancora più grande, mantenendo il setting di qualità precedente troviamo un Ryse: Son of  Rome che pur viaggiando sui 24-30 fps rimane abbastanza appetibile e con rari lag distribuiti lungo tutto l’arco dell’esperienza di gioco. Abbiamo testato il nuovo capitolo con numerose piattaforme e non ci saremmo mai aspettati di godere di un gioco next-gen con dettagli molto alti in risoluzione 2K, il tutto su una media di 26 fps e pochi lag.

I nostri esperimenti su Steam Big Picture si fermano per un attimo, ci siamo chiesti infatti se il risultato ottenuto fosse frutto di un sistema mini-itx estremamente perfezionato ed eventualmente quanto questo contribuisse nelle prestazioni di utilizzo della piattaforma Steam. Siamo passati così su ambiente unicamente Windows 8.1 e fatto partire Ryse: Son of  Rome. Le prestazioni in 2K erano decisamente minori, si passa da un range di 25-30 fps in Steam Big Screen a 18-20 fps in modalità Win 8.1. L’hardware rimane tale, il setting e la risoluzione anche, l’unico cambiamento è l’ambiente dal quale il gioco è stato lanciato.


Non siamo ancora in grado di stabilire in maniera perfettamente empirica il guadagno prestazionale per due motivi: il primo ricade sul fatto che sarebbe necessario studiare con accuratezza la procedura di confronto, la seconda certamente più importante è che, come spiegato ad inizio articolo, questa versione di Steam OS non è ancora un sistema operativo a sé, probabilmente dipendente dal fatto che non è considerata a tutti gli effetti una Steam Machine, quindi comunque dipendente da una base che ovviamente Windows. Nonostante vi sia quindi un porting minimo i risultati prestazionali ci sono.


Il concetto fondamentale è che attraverso un PC con Steam Big Picture, ed in futuro con Steam OS, sarà possibile sfruttare al meglio l’hardware per PC guadagnando enormi benefici, anche e soprattutto con un hardware contenuto come il caso del modello Alienware Alpha in nostro possesso. I test effettuati su risoluzioni 4K anche con altri titoli hanno invece delimitato evidenti limiti, ma forse pensare il contrario sarebbe stato davvero troppo.


Naturalmente non ci siamo limitati a testare la console con Rise of the Rome: di seguito sono riportati tutti i risultati dei nostri test insieme ai consumi e le temperature registrate durante l’utilizzo:


All’inizio di questo articolo abbiamo espresso le nostre perplessità riguardo il livello di prestazioni che era possibile raggiungere con il modello Alienware Alpha in nostro possesso. Niente di più sbagliato, la console-pc non solo ha dimostrato un'ottima adattabilità con periferiche da gioco, ma ha sfoderato prestazioni mai viste da un hardware simile in ambiente Windows.

Nonostante l’esperienza e l’impatto avuto con la Dell Alienware Alpha è ancora difficile da raccomandare, è evidente come anche il nome stesso dato dalla Dell (ovvero Alpha) indichi questa console-pc come un sistema da migliorare e perfezionare nel tempo, tuttavia risulta già un ottimo compromesso per coloro che volessero mantenere i vantaggi di un PC a tutti gli effetti, potendo nel contempo approfittare di un sistema operativo in grado di rendere molto meglio di Windows e le potenzialità dell’hardware.


La Alienware Alpha rappresenta sostanzialmente un assaggio, forse il trampolino di lancio verso la più grande rivoluzione per il gaming-pc. 

Si ringrazia Dell per il sample ricevuto.

Alienware Alpha: Recensione
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