Faceblock: la protesta contro Facebook fissata per l’11 Aprile!

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La protesta per quanto successo con Facebook e Cambridge Analytica prosegue: la data da segnare sul calendario è l’11 Aprile quando ci sarà il Faceblock! L’iniziativa prevede di smettere di utilizzare il popolare social-network (ma anche WhatsApp e Instagram, di proprietà di Facebook) per 24 ore consecutive come segno di protesta.

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Ricordiamo che c’è chi ha deciso anche di cancellarsi da Facebook come segno ulteriore di protesta digitale. A farlo sono stati personaggi illustri come Elon Musk (che non aveva un proprio account ma ha cancellato quelli di Tesla e SpaceX) ma anche Steve Wozniak, co-fondatore di Apple e appassionato di tecnologia.

La data dell’11 Aprile 2017 per il Faceblock non è stata scelta a caso: infatti sarà il giorno in cui Mark Zuckerberg sarà di fronte al Congresso degli Stati Uniti per spiegare cosa è successo nel caso Cambridge Analytica e quali siano le responsabilità di Facebook per possibili pilotaggi politici. Questi ultimi avrebbero favorito l’elezione di Trump e sarebbero stati orditi dal governo russo.

La portavoce della campagna Faceblock, Laura Ullman, ha dichiarato “volevamo organizzare qualche azione diretta in cui molte persone potessero dire che amano Facebook ma vogliono vederlo migliorato. Non usando la piattaforma per un giorno, è una dimostrazione virtuale che è facile da fare ma invierà un messaggio potente che chiediamo di meglio”. La Ullman ha anche aggiunto che “abbiamo scelto il giorno in cui vogliamo mostrare a Zuckerberg e al governo degli Stati Uniti che vogliamo un cambiamento. È responsabilità di Facebook gestire la propria piattaforma, ma è anche responsabilità dei governi garantire che le aziende proteggano i dati e regolino i monopoli”.

Sempre la portavoce ha aggiunto che non si è intrapresa un’azione più radicale, come quella di cancellarsi da Facebook per un motivo: in molti luoghi nel Mondo, il social-network di Zuckerberg rappresenta l’unica fonte di accesso a Internet e alle informazioni. Un’azione più radicale come cancellarsi potrebbe così ledere alcune popolazioni.