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Discussione: La storia di Attilio Manca

  1. #1
    Moderatore jinjax is on a distinguished road
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    Exclamation La storia di Attilio Manca

    Ragazzi in questa community abbiamo parlato di tante cose specie nella piazzetta, nella maggior parte del nostro tempo ci siamo dedicati all' informatica come giusto che sia. Oggi però voglio raccontarvi la storia di una brava, coraggiosa persona che prende il nome di Attilio Manca, fratello di un mio caro amico Gianluca.
    Vi racconto questo perché è necessario che tutti sappiano, perché dalla memoria ci sia un impeto di giustizia che fin ora è mancato vergognosamente. Attilio è stato il pioniere per eccellenza nel campo dell' urologia. Egli infatti dopo aver concluso gli studi fu colui che ideò un metodo per operare i pazienti affetti da Prostatectomia radicale laparoscopica altresì chiamata anche tumore alla prostata. Fu pertanto anche uno dei primi al mondo a salvare le vite attraverso queste operazioni di cui lui stesso fu ideatore nella sua tesi di laurea specialistica.
    Ovviamente vi sto solo dicendo il top perché Attilio salvo moltissime altre vite con altre operazioni di "ordinaria amministrazione".

    La sua bravura purtroppo gli furono fatali. Nell' ottobre del 2003 infatti fu chiamato a Marsiglia per un operazione urgente per Prostatectomia radicale laparoscopica. Quando egli arrivo sul letto della sala operatoria non si trovò davanti un semplice paziente bensì l' allora LATITANTE BOSS Bernardo Provenzano. Attilio probabilmente riconobbe Bernardo ma non per questo si rifiutò di salvargli la vita.
    Qualche settimana dopo Attilio venne richiamato da terze persone, con la richiesta di visitare Bernardo che era ancora in convalescenza, nemmeno qui si rifiutò continuò a prestare cure con dignità.
    Purtroppo la mafia è vigliacca, è irriconoscente, è come un animale senza cervello che attacca chiunque possa minimamente disturbarlo. Fu così che Attilio da salvatore divenne un problema, perché Attilio era l' unico estraneo alla mafia a conoscere il posto ove Provenzano si nascondeva e pertanto andava eliminato.
    Attilio Manca venne ritrovato cadavere il 12 febbraio 2004, verso le ore 11 nella sua casa di Viterbo. Il suo corpo era riverso trasversalmente sul piumone del letto (il letto era intatto ed in ordine, come se non fosse andato a dormire), seminudo. Dal naso e dalla bocca era fuoriuscita un’ingente quantità di sangue, che aveva finito per provocare una pozzanghera sul pavimento. Dalle fotografie effettuate si ricavano i seguenti elementi: il volto di Attilio presentava una vistosa deviazione del setto nasale; sui suoi arti erano visibili macchie ematiche ed erano presenti bucature da siringa sul braccio sinistro alcuni ematomi ai polsi lasciano intendere chiaramente ad una legatura forzata dei polsi; l’appartamento era in perfetto ordine; nella stanza da letto si trovava ripiegato su una sedia il suo pantalone, mentre inspiegabilmente non furono rinvenuti i boxer né la camicia.

    La cosa non smette di offendere la dignità della famiglia Manca quando si sente dire da alcuni medici legali di Viterbo che Attilio si è suicidato. Ma senza aggiungervi il resto fermiamoci un attimo e chiediamoci: Suicidio?

    Vi sembra normale che una persona all' apice della sua carriera senza alcun problema psicologico, finanziario e familiare una sera decide di legarsi da solo, poi di rompersi solo il setto nasale, si fa di droga con le siringhe ma si buca sul braccio sinistro con la mano destra, quando lui è spudoratamente un mancino nato?

    L' autopsia venne affidata alla dr.ssa Ranalletta, medico legale, "curiosamente" moglie del prof. Rizzotto, primario del reparto di urologia dell’ospedale Belcolle di Viterbo, nel quale prestava servizio Attilio. Al momento dell’incarico alla dr.ssa Ranalletta, peraltro, il marito era già stato sentito come testimone dalla polizia. La relazione autoptica, pur lacunosissima (tanto che in seguito il Gip si è trovato costretto a ordinarne un’integrazione).
    Tutti i suoi colleghi e amici frequentati nell’ultimo anno di vita, sentiti come testimoni nell’immediatezza, dichiaravano che era da escludersi che Attilio assumesse sostanze stupefacenti e che avesse ragioni per suicidarsi. Veniva anche accertato che, a partire dalle ore 20 circa del 10 febbraio, Attilio non aveva più avuto contatti, telefonici o di presenza, con amici e colleghi.
    La sera del 10 febbraio aveva deciso di non partecipare, contrariamente al solito, ad una cena fra colleghi. Nei giorni precedenti aveva chiesto e ottenuto un appuntamento per la sera dell’11 febbraio a Roma con il prof. Ronzoni, primario di urologia al policlinico Gemelli, reparto nel quale Attilio si era specializzato e aveva lavorato per anni. Inspiegabilmente e senza alcuna comunicazione preventiva, Attilio Manca non si presentò a quell’appuntamento. Rimane anche un mistero, che la Procura e la Squadra mobile di Viterbo non hanno fatto nulla per sciogliere, che cosa abbia fatto e dove sia stato Attilio Manca fra la sera del 10 febbraio e il momento della sua morte, avvenuta, come si è detto, nella notte fra l’11 ed il 12 febbraio 2004.
    Un dato certo, però, proviene dalla testimonianza del vicino di casa, il quale, sentito lo stesso 12 febbraio, dichiarò che la sera prima, verso le 22,15 dell’11 febbraio 2004, aveva sentito il rumore della porta di casa di Attilio che veniva chiusa. Questo dato attesta che in quel momento Attilio tornava a casa o, viceversa, che qualcuno, ancora oggi non individuato, usciva da casa sua, in un’ora molto vicina alla morte di Attilio. Nell’abitazione di Attilio a Viterbo vennero fatti gli accertamenti dattiloscopici dalla polizia scientifica. Vennero rinvenute impronte palmari e digitali in un certo numero: non tutte, però, appartenevano ad Attilio. Alcune, quindi, erano state apposte da persona o persone diverse. Alcuni mesi dopo, dalle comparazioni effettuate dal gabinetto centrale della polizia scientifica, risultò che il titolare di una delle impronte era il cugino di Attilio, Ugo Manca. Venne allora sentito dalla polizia Ugo Manca, pregiudicato per detenzione abusiva di arma e condannato in 1° grado per traffico di droga, oltre che frequentatore di molti personaggi di interesse investigativo, come Angelo Porcino, Lorenzo Mondello, Rosario Cattafi ed altri. Ugo Manca riferì alla polizia che quella impronta poteva averla lasciata nell’unica occasione in cui, a suo dire, era stato ospite del cugino, il 15 dicembre 2003, allorché si era recato a Viterbo, dove il giorno successivo venne ricoverato all’ospedale Belcolle ed operato proprio da Attilio, per un intervento in verità banale.

    Sennonché i genitori di Attilio Manca hanno riferito alla polizia come fra il 23 ed il 24 dicembre 2003 essi alloggiarono a Viterbo a casa di Attilio e come in quei giorni la signora, come ogni madre premurosa di un figlio che vive fuori sede da solo, aveva provveduto ad un’approfondita pulitura della casa, ivi compreso l’ambiente nel quale era stata ritrovata l’impronta di Ugo Manca. Tale evenienza contrasta con la tesi di Ugo Manca. Una decina di giorni prima di morire, Attilio, parlando con i suoi genitori, chiese loro notizie di un tale Angelo Porcino. Disse loro che era stato contattato telefonicamente dal cugino Ugo Manca e che questi gli aveva preannunciato che Porcino sarebbe andato a trovarlo a Viterbo perché aveva bisogno di un consulto. Contemporaneamente, in effetti, Ugo Manca disse a una terza persona, che di lì a poco sarebbe andato a Viterbo a trovare Attilio. Nessun accertamento è stato fatto dalla Procura e dalla Squadra mobile di Viterbo circa l’eventuale presenza di Porcino a Viterbo nei giorni precedenti la morte di Attilio. Né è mai stato verificato quale fosse la ragione che indusse Ugo Manca, giunto nella mattina del 13 febbraio 2004 a Viterbo, a tentare di entrare nell’appartamento di Attilio ed a presentarsi in Procura per sollecitare il dissequestro dell’immobile ed il pronto rilascio della salma di Attilio.

    Comportamenti, peraltro, contraddittori con il distacco assoluto che, a partire dal 15 febbraio 2004, Ugo Manca riservò ai genitori di Attilio, ben prima che essi iniziassero a manifestare dubbi sull’uccisione del figlio. Altro accertamento finora mancante è quello relativo ad un viaggio effettuato da Attilio Manca nell’autunno del 2003 nel sud della Francia, asseritamente per assistere ad un intervento chirurgico, come egli disse ai suoi genitori. Nel 2005 nell’inchiesta che porta alla maxi operazione antimafia denominata “Grande Mandamento” emerge che Bernardo Provenzano è stato a Marsiglia: una prima volta dal 7 al 10 luglio 2003 per sottoporsi a radiografie e ad esami di laboratorio e in un secondo momento proprio nel mese di ottobre dello stesso anno per subire l’operazione alla prostata. Ed ecco che al mistero sulla morte di Attilio Manca si aggiunge questo inquietante tassello legato a questa strana “coincidenza”.

    Comincia la battaglia giudiziaria della famiglia Manca che non accetta minimamente l'idea che la morte di Attilio finisca archiviata come suicidio. Angelina e Gino Manca si affidano all'avvocato Fabio Repici, un penalista molto noto in Sicilia, legale di diversi familiari di vittime di mafia, difensore tra l'altro nel processo per l'omicidio di Graziella Campagna, così come per quello di Beppe Alfano. Attraverso una meticolosissima ricerca e un'infaticabile attività investigativa, l'avv. Repici ricostruisce pezzo per pezzo la strana morte del dott. Manca riuscendo così ad evitare l'archiviazione del caso come suicidio.

    Il 18 ottobre 2006 il Gip del tribunale di Viterbo, Gaetano Mautone, riapre il fascicolo sulla morte di Attilio Manca. Il Gip accoglie il ricorso con il quale la famiglia di Attilio si è opposta per la seconda volta alla richiesta di archiviazione del caso avanzata dalla procura della Repubblica di Viterbo, secondo la quale il giovane si sarebbe suicidato. Il Gip di Viterbo dà mandato al pm di far eseguire, entro tre mesi, l'esame del Dna su alcuni mozziconi di sigarette e sugli strumenti chirurgici (un bisturi, un paio di forbici, un ago e del filo di sutura) trovati su un tavolo nell'abitazione di Attilio Manca. In particolare il Gip dispone che il Dna venga confrontato con quello di Angelo Porcino.

    Dalle perizie fatte risult che vi è la presenza di 3 impronte che non appartengono a nessuno degli indagati, ne tanto meno ai familiari del giovane urologo.
    In virtù del fatto che nel periodo di Natale del 2003 Angelina, Gino e Luca Manca erano stati ospiti a casa di Attilio e che in quella occasione la signora Angelina aveva provveduto a fare una pulizia a fondo dell'appartamento del figlio, il ritrovamento dell'impronta del cugino di Attilio resta un giallo.
    Ugo Manca ha sempre dichiarato di aver fatto visita alla casa di Viterbo del cugino tra il 15 e il 16 dicembre del 2003 e non dopo.
    Non si spiega quindi come dopo un'accurata pulizia di tutto l'appartamento eseguita dalla signora Angelina nei giorni di Natale di quello stesso anno sia risultata un'impronta di Ugo Manca proprio nel bagno. Il bagno è di fatto il luogo dove è presente una maggiore umidità che è la causa primaria del deperimento delle impronte, ma ciononostante l'impronta di Ugo Manca è rimasta.

    Tutto ciò non basta perché fu scritto un libro: " L' enigma di Attilio Manca " , un libro che racconta non solo la sua storia ma la piaga che colpisce la sicilia ( la mafia ). Questo libro fu scritto e stampato in Spagna, da un giornalista spagnolo, in Italia, in Sicilia le librerie che provarono ad esporre il libro in vetrina venivano invitate e diffidate da un certo magistrato Cassata a togliere il libro dalle vetrine, e che l' inadempimento a questo avrebbe portato la libreria in tribunale civile, inoltra la casa editrice che stampò quest' ultimo ebbe non pochi problemi. Insomma, un suicidio che era TANTO FASTIDIOSO, anche per un giudice che non conosceva minimamente Attilio.

    Ultimamente, finalmente ci sono nuovi sviluppi sulla scena. Infatti alla fine del 2011 Magistrato Antonio Franco Cassata è stato inserito tra gli indagati, per un processo che fa capire che Attilio fu vittima non solo di mafia, ma fu vittima del perverso inciucio tra MAFIA POLITICA GIUSTIZIA, un triangolo infernale dal quale la Sicilia deve scrollarsi.

    Vi ho raccontato tutto ciò perché desidero che tutti sappiano, perché la conoscenza va oltre la collusione, di qualunque livello.

    Per Attilio come per Peppino Impastato toccò la dura fine del "SUICIDIO DI MAFIA", lascio a voi ogni iniziativa di adesione, esiste un sito dedicato proprio ad Attilio:
    Attilio Manca
    inoltre chi volesse è invitatissimo a sposare la causa con un mi piace ed un adesione ai seguenti gruppi FB:
    Accedi | Facebook
    Contro chi infanga Attilio Manca! | Facebook
    Accedi | Facebook

    A presto amici spero che possiate aderirvi tutti e raccontare agli altri di Attilio per non dimenticare, perché non possiamo sentirci tranquilli solo perché queste brutte cose non sono accadute a noi dobbiamo essere uniti noi persone buone coraggiose e civili !!

    Ultima modifica di jinjax; 08-02-2012 alle 10:11


  2. #2
    Moderatore jinjax is on a distinguished road
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    Ecco alcuni video:



    Ultima modifica di jinjax; 08-02-2012 alle 10:00


  3. #3
    Senior Member Danckan is on a distinguished road
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    Ho letto ora questo caso assurdo.... Non ci sono veramente parole...

    Grazie per aver condiviso questa esperienza, non deve essere dimenticata!

    FATTI NON FOSTE PER VIVER A DEFAULT MA PER SEGUIR VIRTUDE ED OVERCLOCK!

  4. #4
    Moderatore Dexter is on a distinguished road
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    ....certo cose lasciano senza parole, come hai scritto sopra è evidente che c'è un inciucio mafia, politca e giustizia... si rimane davvero senza parole.

    CPU: i7 920 @4 Ghz @1.264v / MOTHERBOARD: Gigabyte GA-X58A-UD7 (BIOS F7)/ RAM:Corsair Dominator 1600 Mhz CL 6-7-6-14-50 1t 3x2 GB / VGA: 2x HD6950 @ HD6970 / AUDIO: Realteck Integrata / SSD: Samsung 840 Evo 250 Gb / HDD: 4x Barracuda 500 GB Raid 0/10 Cache/Dati & 1x: WD Green 2Tb Bakup/ MONITOR: LG 32" 1920x1080/ COOLING:Black Sun CPU e GPU, NorthBridge Cooler Master ??? / ALIMENTATORE: Enermax Revolution85+ 1050w / CASE: CoolerMaster HAF X

  5. #5
    Senior Member siscoregna is on a distinguished road
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    Citazione Originariamente Scritto da Dexter Visualizza Messaggio
    ....certo cose lasciano senza parole, come hai scritto sopra è evidente che c'è un inciucio mafia, politca e giustizia... si rimane davvero senza parole.
    Tante volte quando penso a queste cose mi vergono di esser italiano...
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    CASE: Cooler Master 932 | CPU: Intel Core i7 980X Extreme | MB: Asus Rampage III Extreme | RAM: 12Gb Kingstone 2000 Cl9 | VGA: 2x Asus GTX480 1536 MB | HD: 2x Velociraptor raid0 + 2x 750GB | ALI: Cooler Master 1000 W | MONITOR: Asus VE258Q Fullhd |MOUSE: Razer Lachesis Laser | TASTIERA: Logitech G15 | S.O.: Windows 7 Ultimate 64bit

  6. #6
    Staff Euphoria is on a distinguished road
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    Pensa te che mi vergogno d'esserlo così tanto, italiano, che all'estero dico sempre di essere francese e parlo in francese quando possibile*. E' una situazione al limite dell'assurdo, davvero roba che nemmeno in Africa (NB non intendo discriminare l'Africa, è il posto più "terzo mondo" che conosco) succede.

    * a Londra, tra l'altro, ne fui costretto: in un locale non facevano entrare italiani.
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