Android compie 10 anni: ecco un breve riassunto!

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Ieri Android ha compiuto 10 anni di vita commerciale: infatti il noto sistema operativo mobile su introdotto nel 2008 con l’arrivo sul mercato dello smartphone T-Mobile G1 (o HTC Dream) nella giornata di ieri. Si trattava di un modello con tastiera QWERTY fisica e una versione embrionale di Android come sistema operativo.

Android 9 Pie

La prima versione pubblica del software (versione 1.1) non aveva molte caratteristiche tanto che mancava una tastiera virtuale, un player nativo per i video e tanto altro. Poi arrivò Android 1.5 (Cupcake) che permise l’arrivo di molte applicazioni per personalizzare il proprio smartphone. La versione 1.6 si chiamava Donut e correva l’anno 2009.

Sempre nel 2009 venne lanciato sempre a un operatore statunitense lanciare un modello di smartphone con una nuova versione: si trattava di Android 2.0 (Eclair) e di Motorola DROID nato dalla collaborazione con Verizon. Iniziò poi a diffondersi sul mercato la versione 2.2 (Froyo) che diede una spinta importante all’ecosistema e al supporto da parte dei produttori anche grazie al supporto di Adobe Flash.

Iniziò a quel punto anche la saga dei modelli Nexus, che montavano al loro interno Android in versione “pura” dimostrando agli altri produttori come sarebbe dovuto e potuto essere uno smartphone. Nexus One fu il primo e a realizzarlo ci pensò HTC. Arriva anche Android 2.3 (Gingerbread) che diffuse la tecnologia NFC per gli smartphone.

Sempre nello stesso periodo la versione 3.0 portò la prima e l’unica versione pensata ad hoc per i tablet con il nome in codice di Honeycomb. La scelta sembrò poco fortunata, tanto che con Android 4.0 (Ice Cream Sandwich) tablet e smartphone ritornarono ad avere lo stesso sistema operativo.

Nel 2012 arrivò la versione 4.2 (Jelly Bean) che introdusse il concorrente di Siri, Google Now. Nonostante il cambio di versione, Android 4.3 si chiamò sempre Jelly Bean.

Nel 2013 ci fu la partnership con Nestlé per il lancio di Android 4.4 KitKat che portava il comando “ok, Google” per lanciare l’assistente digitale personale. Con la 5.0 (Lollipop) si ebbe un salto di versione importante, nel 2014, e il supporto ai dispositivi della linea Nexus comprendeva Nexus 5, Nexus 7, Nexus 6, Nexus 9 e Nexus Player.

android oreo

Nel 2015 debuttò la versione 6.0 (Marshmallow), ossia una versione leggermente più evoluta di Lollipop soprattutto per quanto riguarda il risparmio energetico, con l’introduzione di Doze.

Con la versione 7.0 (Nougat) si arriva al 2016 e a tempi decisamente più recenti, magari non informaticamente parlando. Si guarda in direzione del multi-tasking, della realtà aumentata, del risparmio energetico e di tutta una serie di novità.

Android 8.0 (Oreo) è la seconda collaborazione con un brand dolciario che introduce Project Treble che avrebbe dovuto ridurre la frammentazione dell’ecosistema con aggiornamenti più rapidi e puntuali.

Infine arriviamo ai giorni nostri, con Android 9.0 (Pie) che è ancora una chimera per molti dispositivi. L’introduzione è avvenuta proprio del 2018 e introduce nuove gesture per l’interfaccia, una nuova gestione energetica più efficace e molto altro ancora, come si può leggere nel nostro articolo.