OnePlus invia alcuni dati personali a un server esterno

Smartphone e tablet - Pubblicato il da Mattia Speroni

OnePlus è stata trovata "colpevole" di inviare una serie di dati personali riguardanti lo smartphone degli utenti a un server Amazon. Ecco cosa è emerso, quali sono i dati inviati e altre informazioni.

In un post su Android Police che riprende a sua volta un post su un blog che tratta di sicurezza (Chris's Security and Tech Blog) si è parlato di come OnePlus invii una buona quantità di dati personali a un server della società cinese situato sulle macchine di Amazon AWS. Nonostante si tratti di informazioni che in qualche modo e in alcuni casi, possano aiutare a sistemare bug del sistema operativo e migliorare l'esperienza utente sicuramente si tratta di una notizia che potrebbe far poco felici alcune persone.

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Quello che emerge dalle analisi di Christopher Moore è che OnePlus invii informazioni come il codice IMEI, indirizzo MAC, nomi delle reti mobile i prefissi IMSI, codici seriali e altro ancora. Il tutto sarebbe inviato tramite un servizio (disattivabile tramite ADB senza root) con protocollo HTTPS per poter essere impiegato da OnePlus per scopi di ricerca ma ancora più interessante è che venga salvato anche quali applicazioni vengano aperte o chiuse e quando ma anche quando il telefono viene bloccato o sbloccato. A questo punto è stata interpellata anche OnePlus che ha risposto quanto segue sulla tematica.

Trasmettiamo in maniera sicura analisi in due flussi diversi su HTTPS a un server Amazon. Il primo flusso è l'analisi dell'utilizzo, che raccogliamo per consentire una perfetta ottimizzazione del nostro software in base al comportamento dell'utente. Questa trasmissione dell'attività di utilizzo può essere disattivata passando da 'Impostazioni' -> 'Avanzate' -> 'Join program experience experience'. Il secondo flusso è l'informazione del dispositivo che raccogliamo per fornire un migliore supporto post-vendita.

Come si può leggere non sembra che OnePlus voglia terminare la raccolta di dati nel prossimo periodo e probabilmente verranno avvisati in maniera più chiara gli utenti in futuro così da evitare possibili incomprensioni o problematiche di tipo legale. L'invio di dati può essere interrotto dall'utente che però deve esserne a conoscenza e in almeno un caso è necessario comunque passare da ADB per disinstallare il servizio "colpevole". Chiaramente OnePlus non è l'unica realtà che raccoglie dati basti pensare a Google, Facebook, WhatsApp e altre ancora ma sarebbe meglio che l'utente ne venisse sempre a conoscenza lasciando a quest'ultimo la scelta.

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